3 errori comuni nel giardinaggio che danneggiano l’ambiente

L’utilizzo di pratiche di giardinaggio sostenibili è l’obiettivo dei giardinieri attenti all’ambiente, ma anche il giardiniere più coscienzioso può commettere errori. Una cattiva progettazione del paesaggio è responsabile della maggior parte degli effetti negativi del paesaggio. Se desiderate ridurre al minimo l’impatto del vostro paesaggio sull’ambiente, continuate a leggere per scoprire i tre principali errori di giardinaggio da evitare.

Informazioni sulla cattiva progettazione del paesaggio

Una buona progettazione del paesaggio non solo abbellisce l’ambiente circostante, ma è anche sostenibile, non tossica, favorevole agli impollinatori, richiede poca manutenzione e fornisce un habitat indispensabile per gli impollinatori e gli uccelli. Purtroppo, sono in troppi a praticare un cattivo giardinaggio.

Un cattivo giardinaggio non solo può causare problemi alla fauna selvatica locale, ma può anche introdurre specie invasive, contaminare l’acqua e il suolo e far sprecare tempo e denaro ai giardinieri.

I tre errori principali nel giardinaggio

Gli errori nel giardinaggio vengono commessi anche dai giardinieri migliori con le migliori intenzioni. I seguenti tre errori di progettazione del paesaggio sono i più comuni e hanno il maggiore impatto.

1. Selezione delle piante

Questo è spesso un grave errore nel paesaggio. I proprietari possono scegliere piante non autoctone che potrebbero finire per diventare un grave problema in futuro. Sì, alcune piante non autoctone avvantaggiano gli impollinatori, ma non necessariamente quelli autoctoni. Inoltre, queste piante spesso non forniscono un habitat per la fauna selvatica locale.

Le specie non autoctone spesso richiedono più manutenzione, acqua e fertilizzanti rispetto alle specie autoctone. Spesso i coltivatori popolano l’intero paesaggio con una selezione limitata di queste piante non autoctone, causando una mancanza di diversità all’interno del paesaggio.

Oltre alla mancanza di diversità o di specie autoctone, i coltivatori tendono spesso a selezionare piante non adatte alla loro zona USDA, a piantarle troppo in profondità o in un terreno inadeguato alle loro esigenze, oppure a distanziarle troppo o non abbastanza.

2. Irrigazione

Questo è un altro aspetto che spesso viene gestito in modo errato o ignorato. Le piante dovrebbero essere annaffiate alla base per prevenire le malattie fungine, idealmente utilizzando un sistema a goccia o un tubo poroso. Questo non solo gioverà alle piante, ma ridurrà anche lo spreco (30-50%) dell’irrigazione fornita dagli irrigatori.

È meglio innaffiare al mattino presto per consentire all’acqua di filtrare nel sistema radicale e allo stesso tempo permettere al fogliame bagnato di asciugarsi. Innaffiate in profondità, circa 15-20 cm, per facilitare la crescita delle radici profonde, il che a sua volta significa innaffiare meno frequentemente.

Utilizzate un misuratore di umidità per misurare l’umidità del terreno nella zona delle radici. Alcune piante appassiscono sotto il caldo sole di mezzogiorno, ma si riprendono rapidamente al mattino, purché il terreno sia umido.

Innaffiate il prato solo quando è necessario. Molte varietà di tappeto erboso entrano in letargo quando le precipitazioni sono scarse, ma si riprendono non appena torna la pioggia.

Pacciamate intorno alle piante per aiutare a mantenere fresche le radici e trattenere l’umidità. Utilizzate pacciamature di colore naturale che si decompongono e aggiungono materia organica al terreno, apportando azoto che le piante assorbiranno. Le pacciamature colorate ostacolano la capacità delle piante di assorbire l’azoto e possono contenere sostanze chimiche tossiche.

Infine, non sprecate acqua lasciando che gli irrigatori spruzzino sui vialetti o sulle strade. Controllate gli irrigatori almeno una volta a stagione e regolate di conseguenza.

3. Mantenere le piante in buona salute

La gestione dei parassiti e delle malattie attraverso il controllo chimico è un altro grande errore che molti proprietari di case commettono. Questi controlli chimici penetrano nel terreno e raggiungono i corsi d’acqua, scorrono dalle superfici artificiali come vialetti e strade e finiscono nelle fognature, avvelenando gli insetti utili.

Optare per un approccio rispettoso dell’ambiente richiede un po’ più di lavoro, ma aiuta anche a salvare il pianeta. Invece di avvelenare le erbacce, estirpatele a mano.

Raccogliete a mano gli insetti più grandi o utilizzate prodotti non tossici come saponi insetticidi, oppure introducete predatori naturali come insetti utili o microrganismi per combattere le infestazioni di parassiti. Anche trappole e barriere, così come un buon getto d’acqua, sono ottimi metodi per ridurre la presenza di insetti nocivi. Mantenere le aree del giardino libere da detriti vegetali è un’altra tecnica di gestione dei parassiti rispettosa dell’ambiente.

Le piante sane sono più capaci di respingere o sopravvivere a parassiti e malattie. Scegli piante prive di parassiti e malattie o resistenti ad essi, spesso piante autoctone, e poi usa un fertilizzante a lento rilascio come il compost, che si decompone naturalmente e nutre continuamente la pianta.

Per creare pratiche di giardinaggio sostenibili e benefiche per l’ambiente, usa un gruppo diversificato di piante autoctone quando possibile, gestisci l’uso dell’acqua e utilizza un metodo non tossico per il controllo delle malattie e dei parassiti. In definitiva, l’idea migliore per un giardino coerente e rispettoso dell’ambiente è quella di utilizzare le piante giuste e piantarle correttamente, rispettando la distanza e la profondità, in un terreno ricco di sostanze nutritive e ben drenante.

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